Bitcoin e Truffe: perché il vero rischio NON è Bitcoin!

Stefano Capaccioli

Con Leonardo Ezequiel Olivito una riflessione sulla connessione tra bitcoin e truffe finanziarie.

Bitcoin viene spesso associato alle truffe: confondere la tecnologia con le condotte di chi la utilizza impedisce di comprendere il fenomeno e, soprattutto, di riconoscerne i rischi reali.

Nell’intervista affrontiamo il rapporto tra Bitcoin, frodi, regolamentazione e responsabilità individuale. Il punto di partenza è netto: Bitcoin non è necessariamente l’oggetto della truffa. Molto spesso diventa il linguaggio impiegato dal truffatore per sfruttare l’asimmetria informativa e abbassare le difese razionali della vittima.

I principali temi dell’intervista

  • 02:49 – Bitcoin come punto di partenza di un nuovo paradigma
  • 09:38 – Transazioni pubbliche e blockchain analysis
  • 11:39 – Il “casinò” e il “computer” nel mondo crypto
  • 14:42 – Regolamentazione europea e MiCA
  • 19:35 – Perché Bitcoin non è l’oggetto della truffa
  • 23:17 – Cosa fare dopo avere subito una frode
  • 27:16 – Come avvicinarsi consapevolmente alle criptoattività
  • 31:33 – Bitcoin come sfida intellettuale
  • 34:22 – Studiare prima di investire

Come funzionano le truffe che utilizzano Bitcoin

Il truffatore conosce parole, strumenti e meccanismi che la vittima non comprende. Costruisce così una narrazione apparentemente tecnica, accompagnata dalla promessa di rendimenti elevati e dalla paura di perdere un’occasione irripetibile.

È il meccanismo della FOMO, la fear of missing out: l’urgenza di partecipare prima che sia troppo tardi.

Il punto debole non è necessariamente la tecnologia. È la riduzione della capacità critica provocata dalla promessa del guadagno facile.

Chi organizza queste frodi non è quasi mai un dilettante. Studia le vittime, la narrazione, la psicologia e ne individua le debolezze e costruisce intorno a esse una storia credibile.

Bitcoin è davvero anonimo?

Le transazioni effettuate sulla rete Bitcoin sono pubbliche: non appare direttamente l’identità personale collegata a ciascun indirizzo.

Bitcoin è quindi più correttamente definito come pseudonimo, non anonimo.

Con strumenti e competenze di blockchain analysis è possibile ricostruire i flussi e, in determinate circostanze, collegare gli indirizzi alle persone che li controllano, rendendo tutto chiaro: esattamente l’opposto rispetto alla percezione generale.

La registrazione pubblica e permanente delle transazioni può rendere Bitcoin un ambiente particolarmente rischioso per chi intenda utilizzarlo per attività illecite.

Perché è importante denunciare una truffa

Molte vittime non denunciano per vergogna. Ammettere di essere state ingannate significa riconoscere una debolezza davanti a se’ stesse, alla famiglia e alle persone vicine.

Non denunciare, tuttavia, può aggravare il problema.

La denuncia consente alle autorità di acquisire informazioni, ricostruire il fenomeno e avviare le indagini. Può inoltre documentare la reale destinazione di bonifici all’estero o di somme utilizzate per acquistare criptoattività.

Questa documentazione potrebbe diventare rilevante anche in occasione di successive richieste di chiarimenti riguardanti trasferimenti finanziari o investimenti non più presenti nel patrimonio della vittima.

Ogni situazione deve naturalmente essere valutata sulla base delle circostanze concrete.

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