Con Leonardo Ezequiel Olivito una riflessione sulla connessione tra bitcoin e truffe finanziarie.
Bitcoin viene spesso associato alle truffe: confondere la tecnologia con le condotte di chi la utilizza impedisce di comprendere il fenomeno e, soprattutto, di riconoscerne i rischi reali.
Nell’intervista affrontiamo il rapporto tra Bitcoin, frodi, regolamentazione e responsabilità individuale. Il punto di partenza è netto: Bitcoin non è necessariamente l’oggetto della truffa. Molto spesso diventa il linguaggio impiegato dal truffatore per sfruttare l’asimmetria informativa e abbassare le difese razionali della vittima.
I principali temi dell’intervista
- 02:49 – Bitcoin come punto di partenza di un nuovo paradigma
- 09:38 – Transazioni pubbliche e blockchain analysis
- 11:39 – Il “casinò” e il “computer” nel mondo crypto
- 14:42 – Regolamentazione europea e MiCA
- 19:35 – Perché Bitcoin non è l’oggetto della truffa
- 23:17 – Cosa fare dopo avere subito una frode
- 27:16 – Come avvicinarsi consapevolmente alle criptoattività
- 31:33 – Bitcoin come sfida intellettuale
- 34:22 – Studiare prima di investire
Come funzionano le truffe che utilizzano Bitcoin
Il truffatore conosce parole, strumenti e meccanismi che la vittima non comprende. Costruisce così una narrazione apparentemente tecnica, accompagnata dalla promessa di rendimenti elevati e dalla paura di perdere un’occasione irripetibile.
È il meccanismo della FOMO, la fear of missing out: l’urgenza di partecipare prima che sia troppo tardi.
Il punto debole non è necessariamente la tecnologia. È la riduzione della capacità critica provocata dalla promessa del guadagno facile.
Chi organizza queste frodi non è quasi mai un dilettante. Studia le vittime, la narrazione, la psicologia e ne individua le debolezze e costruisce intorno a esse una storia credibile.
Bitcoin è davvero anonimo?
Le transazioni effettuate sulla rete Bitcoin sono pubbliche: non appare direttamente l’identità personale collegata a ciascun indirizzo.
Bitcoin è quindi più correttamente definito come pseudonimo, non anonimo.
Con strumenti e competenze di blockchain analysis è possibile ricostruire i flussi e, in determinate circostanze, collegare gli indirizzi alle persone che li controllano, rendendo tutto chiaro: esattamente l’opposto rispetto alla percezione generale.
La registrazione pubblica e permanente delle transazioni può rendere Bitcoin un ambiente particolarmente rischioso per chi intenda utilizzarlo per attività illecite.
Perché è importante denunciare una truffa
Molte vittime non denunciano per vergogna. Ammettere di essere state ingannate significa riconoscere una debolezza davanti a se’ stesse, alla famiglia e alle persone vicine.
Non denunciare, tuttavia, può aggravare il problema.
La denuncia consente alle autorità di acquisire informazioni, ricostruire il fenomeno e avviare le indagini. Può inoltre documentare la reale destinazione di bonifici all’estero o di somme utilizzate per acquistare criptoattività.
Questa documentazione potrebbe diventare rilevante anche in occasione di successive richieste di chiarimenti riguardanti trasferimenti finanziari o investimenti non più presenti nel patrimonio della vittima.
Ogni situazione deve naturalmente essere valutata sulla base delle circostanze concrete.