IMF: “Winds of Change: The Case for New Digital Currency” – Lagarde

IMF: “Winds of Change: The Case for New Digital Currency” – Lagarde


A Singapore, al Fintech Festival, Christine Lagarde (direttrice del Fondo Monetario Internazionale) ha presentato un discorso sul “vento dei cambiamento derivante dalle valute virtuali” (chiamate Digital Currency in questa occasione).

Lagarde ha esordito: “Il cambiamento è l’unica costante“, come scrisse l’antico filosofo greco Eraclito di Efeso, ricordando che il cambiamento può sembrare scoraggiante, destabilizzante, persino minaccioso. Ciò è particolarmente vero per il cambiamento tecnologico, che sconvolge le nostre abitudini, i posti di lavoro e le interazioni sociali.

La chiave è sfruttarne i benefici mentre si gestiscono i rischi.

Le riflessioni della direttrice del FMI sono indirizzate in tre direzioni:

1. La natura mutevole del denaro e la rivoluzione fintech, ricordando come il concetto di denaro si sia evoluto dal “coin” di metallo, alla banconota fino ad arrivare alla digitalizzazione con il deposito presso un terzo, ma con una necessità di fiducia su tale terza parte, con lo Stato che è diventato il garante di tale fiducia. La rivoluzione FinTech mette in discussione le forme di denaro conosciuto: monete e depositi bancari commerciali congiuntamente al ruolo dello stato nel fornire denaro.

Il nuovo mondo p2p ci porta il nuovo vento della digitalizzazione, nel quale ci incontriamo ovunque e in qualsiasi momento, con i dati che sono il nuovo oro nonostante crescenti preoccupazioni per la privacy e la sicurezza informatica. Un mondo in cui i millennial stanno reinventando il modo in cui funziona la nostra economia, il telefono in mano: non solo nuovi servizi, ma potenzialmente reinventando la storia.

Questa è la chiave: il denaro stesso sta cambiando, diventando più pratico, user-friendly e, forse, anche meno serio.

Ci aspettiamo che sia integrato con i social media, prontamente disponibili per l’utilizzo online e da persona a persona, inclusi i micro-pagamenti. E, naturalmente, ci aspettiamo che sia economico e sicuro, protetto contro i criminali e gli sguardi indiscreti.

2. Un caso per le valute digitali della Banca centrale

Il ruolo dello stato – delle banche centrali – in questo nuovo panorama monetario è di difficile inquadramento: alcuni suggeriscono un arretramento, altri indicano che gli istituti di moneta elettronica sono meno rischiosi delle banche, perché non prestano denaro e le  criptovalute che cercano di ancorare la fiducia nella tecnologia.

Tuttavia, Lagarde  ritiene che na corretta regolamentazione di queste entità rimarrà un pilastro di fiducia, ma si chiede se le banche centrali dovrebbero emettere una nuova forma di denaro digitale, come discusso su uno Studio “Casting Light on Central Bank Digital Currencies”  appena pubblicato, ritenendo che debba essere presa in considerazione la possibilità di emettere moneta digitale. Potrebbe esserci un ruolo per lo stato per fornire denaro all’economia digitale per soddisfare tre obiettivi  obiettivi di politica pubblica, che il settore privato non offre quali (i) inclusione finanziaria e (ii) sicurezza e protezione dei consumatori e (iii) privacy nei pagamenti.

a) Inclusione finanziaria: la valuta digitale offre grandi promesse, attraverso la sua capacità di raggiungere persone e imprese in regioni remote ed emarginate, dato che è notorio che le banche non stanno esattamente correndo per servire le popolazioni povere e la aree rurali.

b) Sicurezza e protezione dei consumatori: le grandi società di pagamento globali, diventano troppo poche e concentrate (per economie di scala), mentre con una valuta digitale tali monopoli potrebbero aumentare la concorrenza offrendo un’alternativa economica ed efficiente,.

c) Privacy: Il contante, ovviamente, consente pagamenti anonimi che proteggono la nostra privacy per motivi legittimi: l’esposizione all’hacking e alla profilazione dei clienti, ad esempio.

Lagarde formula un semplice esempio, quasi banale, ma che disvela esattamente quello che succede, invitando ad immaginare la situazione in cui che le persone che acquistano birra e pizza surgelata abbiano inadempienze sui mutui più elevate rispetto ai cittadini che acquistano broccoli biologici e acqua di sorgente. Cosa puoi fare se hai voglia di birra e pizza ma non vuoi che il tuo merito di credito scenda? Oggi estrai contanti. E domani? Un sistema di pagamento privato ti spingerebbe verso il corridoio dei broccoli?

La soluzione non sarebbe in una moneta digitale completamente anonima delle banche centrali, ma in una moneta parzialmente anonima, da risolvere con la successiva valutazione.

3. Aspetti negativi delle valute digitali della Banca

I potenziali svantaggi della valuta digitale ovvi sono i rischi per l’integrità finanziaria e la stabilità finanziaria, ma anche di soffocare l’innovazione, che è il rischio peggiore, ma la sfida è di affrontare questi rischi in modo creativo:

a) Rischi per l’integrità finanziaria

Il compromesso tra privacy e integrità finanziaria potrebbe essere risolto con una via di mezzo: le banche centrali potrebbero progettare la valuta digitale in modo che le identità degli utenti vengano autenticate attraverso le procedure di verifica della clientela e le transazioni registrate. Le identità, tuttavia, non sarebbero divulgate a terze parti o governi se non in base a richieste legittime limitate dalla legge.

Nessuno verrebbe a conoscenza delle mie transazioni (pizzeria, supermercato, la sua banca, etc) e compreso persino lo Stato per impostazione predefinita: in caso di sospetto di riciclaggio o di finanziamento al terrorismo sarebbe possibile sollevare il velo dell’anonimato e indagare. Questa configurazione sarebbe, in relazione al contante, positiva per gli utenti, negativa per i criminali e migliore, in relazione al contante. Certamente, le sfide rimangono, ma l’obiettivo è incoraggiare l’esplorazione.

b) Rischi per la stabilità finanziaria

Le valute digitali potrebbero esacerbare la pressione sui depositi bancari, compresa la corsa al ritiro. Le persone, però,  corrono quando credono che i ritiri di denaro siano onorati in base al principio “primo arrivato, primo servito”. La moneta digitale, invece, perché può essere distribuita molto più facilmente dei contanti, potrebbe rassicurare anche la persona rimasta sdraiata sul divano!

Ma se così fosse ed esistesse questo rischio, vuol dire che la fine è quasi vicina, e non sembra che sia questo il caso..

c) rischi per l’innovazione

Se la valuta digitale diventasse troppo popolare, potrebbe ironicamente soffocare l’innovazione.ma occorre ricordaree che la banca centrale si concentra sul suo vantaggio comparativo – regolamento di back-end – e le istituzioni finanziarie e le start-up sono libere di concentrarsi su ciò che sanno fare meglio: l’interfaccia e l’innovazione del cliente.

Conclusione

Fondamentalmente, occorre essere aperti al cambiamento, accettare il cambiamento, modellare il cambiamento.

La tecnologia cambierà, e anche noi. Per non rimanere l’ultima foglia su un ramo morto, gli altri hanno deciso di volare con il vento.

Riteniamo l’intervento di Christine Lagarde di rilevante importanza per comprendere le dinamiche a livello soprannazionale.

https://www.imf.org/en/News/Articles/2018/11/13/sp111418-winds-of-change-the-case-for-new-digital-currency#_ftn1

https://www.imf.org/en/Publications/Staff-Discussion-Notes/Issues/2018/11/13/Casting-Light-on-Central-Bank-Digital-Currencies-46233

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